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Scrittura

Talenti economici: il padre dell'economia politica Adam Smith

- da Teen!Space Crew

“Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio, o del panettiere che ci aspettiamo la nostra cena, ma dalla loro considerazione del loro stesso interesse.” 

Non solo fotografia, musica, scrittura e video-making: il talento ha diverse forme di espressione. Anche capire come funzionano le società, i mercati e i contesti economici può essere considerato un talento. 
In questo articolo, infatti, parleremo di colui che è definito come padre dell’economia politica, il primo che studiò, nel tardo Settecento, i fattori che determinano la crescita o la diminuzione della ricchezza complessiva di un paese.

Vissuto in Scozia durante il '700, Adam Smith completa la sua istruzione universitaria a Glasgow e diventa professore di filosofia morale all’Università di Edimburgo. Il suo trattato più influente è Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni, pubblicato nel 1776, che riscuote enorme successo tra pubblico e critica. Questo permette a Smith di condurre una vita agiata, ricoprendo il ruolo di commissario delle dogane a Edimburgo fino la morte, sopraggiunta nel 1790.

Ma perché il suo trattato è così importante? L’opera rappresenta il primo tentativo di separare l’economia politica dalle discipline riguardanti la teoria politica, l’etica e il diritto. In particolare, vuole analizzare i processi di produzione e distribuzione della ricchezza, dimostrando che solamente tramite il lavoro e la produttività relativa si crea il reddito necessario ad ogni uomo. Ciò si può sicuramente far valere anche per la riuscita nei propri talenti.

Inoltre, la popolarità di questo trattato è dovuta alla metafora della “mano invisibile”: ogni uomo, cercando di seguire i propri interessi, è accompagnato, come da una mano invisibile del mercato, a operare per il benessere comune. Da questo, si può affermare che Smith sia un vero promotore del libero mercato e che consideri ogni intervento pubblico indubbiamente dannoso. Per lui, l’impoverimento delle nazioni è prevalentemente causato dallo sperpero e dal malgoverno, non dai privati. Tant’è che seguendo questo filo logico, si può affermare che molti dei più importanti progressi tecnici dell’umanità hanno avuto luogo in contesti in cui gli individui erano liberi di esprimere i propri talenti senza dover rendere conto delle proprie azioni a poteri pubblici oppressivi. 

Un altro tema fondamentale riguarda la divisione e specializzazione del lavoro (fabbrica). Infatti, il professore ne confronta i vantaggi rispetto al lavoro individuale (artigiano), riportando l'esempio dell’opificio: mentre l’artigiano fabbrica un solo spillo al giorno, in fabbrica la produzione aumenta fino a 4.800 volte per ogni addetto. Tutt’oggi l’efficacia della collaborazione tra le persone non è paragonabile al lavoro individuale: imparare a rapportarsi con gli altri, anche in ambito professionale è inevitabile per ottenere risultati significativi.

Ora, sebbene le sue teorie appartengano ad una società differente rispetto a quella odierna, esse restano fondamentali ed alla base di ogni corrente di pensiero che riguardi il mercato e l’economia stessa. Pertanto, il filosofo scozzese viene considerato come il precursore dell’economia politica classica, ed è proprio per questo che viene celebrato e studiato ancor oggi.






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