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Musica

Masamasa: essere unici, questo è il segreto

- da Top Girl

I suoi singoli "Friendly e "Contento" hanno conquistato le classifiche di Spotify, rimanendo per diverse settimane nella Viral 50 e facendogli guadagnare la copertina della Playlist Graffiti Pop. Giusto così, perché Federico De Nicola, in arte Masamasa, ha talento, coraggio, idee nuove e determinazione non comuni. 21 anni, da Caserta, a soli 17 anni è volato a Berlino per dare un senso al suo sogno: vivere di musica. Già all’attivo un EP dal nome “Ostbahnof”, ai due singoli sopracitati e rilasciati a inizio 2018, a fine giugno ha aggiunto un nuovo singolo, "Tipaindie". Il tutto rilasciato e prodotto assieme al suo conterraneo producer simoo. Il suo genere è il rap, ma con un suo particolare e originale marchio di fabbrica. Ecco cosa ci ha raccontato. 

Ciao Federico, partiamo dalla fine, anzi, da quello che deve ancora accadere. Sulla tua bio c'è scritto che per il 2018 punti a diventare un nuovo punto di riferimento della scena rap italiana. Due domande: come giudichi l'attuale scena rap italiana e quali sono le tue armi per portare a termine un progetto così ambizioso…

La scena rap italiana propone tante cose interessanti e, in generale, è molto  più aperta degli anni scorsi. Però è una scena che in questo momento ha ancora bisogno di tante classificazioni: questo è rap, questo non è rap… Diciamo che questa cosa può mettere in difficoltà gli artisti che pur di rientrare in qualcosa che li classifichi fanno delle scelte condizionate da quello che le persone si aspettano da loro. Quindi… io punto a non farlo! E questa è un po' la risposta a qual è la mia arma per il mio progetto. 

Torniamo indietro nel tempo, al giorno in cui hai deciso di lasciare Caserta per volare a Berlino...

Sono nato in provincia di Caserta e arrivato ai miei 17, 18 anni avevo una passione forte per la musica però non ero ben sicuro di poter fare proprio il musicista nella vita per cui mi ero appassionato in parallelo al lavoro del fonico. Quindi sono partito per frequentare un conservatorio a Berlino e mi sono laureato in tecnico-audio. Ora vivo a Milano

Quanto è stato fondamentale il viaggio a Berlino nel tuo percorso di crescita? 

Tantissimo. Credo che qualsiasi trasferimento in una grande città ti spinga a competere con realtà completamente diverse da quelle che hai in provincia, dove magari si è in pochi a fare quel tipo di musica e dove è facile passare per "il più bravo". 

Com'è nata la tua passione per la musica? 

Mio padre suonava quindi ho sempre avuto l'opportunità di avere degli strumenti in casa (chitarra, sax…). Poi, certo, per contrapposizione verso i genitori ero portato a fare altre cose ma tutti gli stimoli che mi trasmetteva mio padre mi hanno influenzato.  

Masamasa

Quando hai capito che il rap era la tua strada? 

A scuola, quando un mio compagno di banco mi ha detto di ascoltare un pezzo. In realtà io non mi capacitavo che qualcuno potesse ascoltare lo stesso loop che andava avanti per così tanti minuti con qualcuno che ci parlava sopra, poi però c'ho fatto l'abitudine e soprattutto ho capito che si poteva fare rap anche con una matrice più melodica (e qui ritorniamo alle influenze di mio padre). 

"Friendly" e "Contento" sono i due singoli che hanno acceso i riflettori su di te; ce ne parli? 

Sono due brani nati in due periodi completamente diversi. "Friendly" l'ho terminata a marzo 2017 mentre "Contento" è nata a luglio 2017. Sono i due pezzi in cui ho azzardato qualcosa di più, sia vocalmente che con la produzione di simoo. Sono partiti da due contesti completamente, ma è vero: sono i due pezzi che hanno fatto un po' da spartiacque.   

"Tipaindie" è invece il tuo ultimo singolo; com'è nato?
È un brano nato senza tanti pensieri: volevo essere libero di scrivere quello che stavo vivendo. La scrittura è cominciata dalla chitarra e sentendone il loop avevo già ben chiaro di cosa volessi parlare. Simoo ha finito il beat in una giornata, più o meno il tempo che ci è voluto per scriverla. È un pezzo su cui, al contrario di tutto quello che abbiamo fatto e che abbiamo in cantiere, non abbiamo pensato molto. Ci è piaciuto subito.

Masamasa

Sei in giro per l'Italia con il tuo live. Cosa rappresenta per te salire su un palco? 

Il live è uno scambio di energia. Per me, è il momento più importante del mio lavoro, il momento in cui vedo le facce della gente. E devo dire che mi diverto veramente tanto quando salgo su un palco, anche se prima di salire sono sempre molto agitato. Mi ricordo il mio primo concerto, in un centro sociale, un'emozione fortissima che poi è la stessa di oggi. Perché le cose possono cambiare, tu puoi avere più consapevolezza ma comunque prima di salire su un palco le gambe ti tremeranno sempre.  

Un'ultima domanda: tra un anno, di questi tempi, come speri di ritrovarti? 

Per prima cosa mi auguro che la gente capisca il viaggio dei pezzi nuovi e mi auguro di non cadere mai nel loop di imitare me stesso. Ogni pezzo sarà sempre diverso da quello precedente, perché io sono fatto così.






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