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Facciamo un Selfie! L'intervista a Laura di @ruberry

- da Laura Masi - Ruberry

Laura Masi, aka Ruberry, è una ragazza toscana, innamorata della sua terra e con tanti interessi, a partire dalla fotografia. È proprio a partire da questa sua passione che nasce il suo blog Ruberry’ Jottery e i suoi canali social di Facebook, Twitter e Instagram, dove Laura parla dei suoi viaggi ed avventure
Leggi la sua intervista e scopri come e quando è nato il suo progetto Ruberry’ Jottery e quali sono i progetti in vista (spoiler: c’è anche Teen!Space)!

1)Ciao Laura, siamo felicissimi di averti a bordo tra i contributors speciali di Teen!Space! Se dovessi presentarti in 3 aggettivi, quali sceglieresti?

Domanda difficilissima, io non sono brava con questi giochi. Ma così su due piedi direi: curiosa, sognatrice e testarda. Forse i tre aspetti del mio carattere che più degli altri sono riusciti a spingermi ad affrontare questo percorso. 

2)Viaggi, pensieri e fotografie: questo e molto altro sul tuo blog Rubbery's Jotter! Quando e come è nato il tuo progetto editoriale?

Il mio percorso nel mondo digital è iniziato con Instagram: qui condividevo scatti dei miei viaggi e delle mie esperienze. Poi è sorta una doppia esigenza, la prima di natura personale: desideravo più spazio per postare le mie foto, descrivere i miei viaggi, parlare di me e delle mie esperienze. La seconda era di natura lavorativa: se volevo continuare in questa strada e incrementare il mio lavoro dovevo necessariamente aprire un blog. Così dopo mille pensieri, insicurezze e dubbi alla fine del 2016 ho deciso di provare questa nuova avventura. Non è stato facile per me, a differenza di molti miei colleghi blogger, sono molto più a mio agio con la fotografia che con la scrittura, credetemi se vi dico che scrivere un articolo mi costa tempo e un sacco di energie mentali. Certo, dal mio primo articolo a quello che pubblicherò domani sono passati mesi e anche molte battute sulla tastiera, e mi rendo conto di sentirmi molto più a mio agio e dinamica adesso. Anche perché le soddisfazioni sono state molte, non solo a livello di collaborazioni, ma di numeri che raggiunge adesso quotidianamente e di messaggi delle persone che mi ringraziano per i consigli e le informazioni sul viaggio che stanno organizzando. Una bella soddisfazione per chi quando ha aperto il blog pensava “vabbé, tanto lo leggerà solo la mamma”.

Laura Masi - Ruberry

3) Da esperta come sei, che rapporto hai coi social network? E quanto è importante per te avere una tua identità online?

Probabilmente perché faccio parte di quella generazione che ha visto la nascita e lo sviluppo di internet e con esso dei social network. Onestamente mi ricordo di essere sempre stata online, prima con i forum e i gruppi di discussione su vari temi dallo sport, ai film, ai libri. E poi con la nascita di siti come Myspace fino a Instagram oggi, e passando per Facebook
Non la chiamerei identità online, la Laura che vedete sui social è la stessa di quella che vedete in carne e ossa. Condivido le cose che faccio, quello che mi piace. Ogni tanto penso che lo faccio anche perché “ho paura di dimenticare”, nel senso di non ricordarmi tutto quello che ho fatto, le esperienze vissute e le emozioni. Non spiegherei in altro modo la mia passione per “succedeva un anno fa” di Facebook.
Io passo veramente molto tempo su internet e sui social, un po’ perché è il mio lavoro, un po’ per passione e un po’ perché è diventato anche quel luogo di ritrovo con amici lontani: si condivide quello che si fa durante la giornata, si ricorda un momento passato insieme, si ride insieme per un meme. Capisco che per molti questo possa sembrare eccessivo, morboso, quasi una sorta di dipendenza. “Era meglio quando i ragazzi si trovavano al parco” sento spesso dire, ed è vero, ma i miei amici vivono in tante parti lontane del mondo ed è un buon modo per tenersi in contatto, e vi assicuro che quando ci si trova per mangiare, finalmente, una pizza tutti insieme è ancora più piacevole.


4) Anche su Instagram (@ruberry) hai un seguito rilevante! Secondo te, oggi, cosa significa essere un instagrammer di successo?

Ho sempre considerato chi fa il mio lavoro come un “menestrello” dell’era moderna, un racconta storie. Un po’ tutti abbiamo iniziato con il condividere le foto della nostra città, dei luoghi familiari, e mi ricordo bene come molte persone mi chiedevano dove era quel posto di Firenze, perché nonostante fossero originari della mia città o vivessero lì da molti anni non lo riconoscevano. Da qui ho sempre cercato di vedere la mia città con occhi nuovi, cercare angolazioni diverse anche dei luoghi più famosi, e infatti molte persone mi chiedevano maggiori informazioni. Poi molte persone si sono affidate ai social per l’organizzazione del proprio viaggio ed ecco che improvvisamente diventavo delle specie di guida “local”. Per questo dico che mi sento quasi un “racconta-storie”. Le persone tendono sempre di più a vivere di fretta, non godersi ogni attimo, visitare con superficialità e non prestare attenzione a quello che li circonda. È come se mostrare un momento fermato in una immagine aprisse loro in qualche modo la porticina della “curiosità” e li spingesse a scoprire, alzarsi dal divano, guardare con occhi nuovi. 

Laura Masi - Ruberry

5) La tua sezione di consigli sarebbe perfetta per la nostra rubrica “A lezione di Instagram”! Qual è il consiglio n°1 per chi vuole distinguersi su questo canale?

Essere se stessi e divertirsi. Creare un proprio stile non è semplice, ma se si ha qualcosa da dire e da mostrare - e questo è quello che fa la differenza - si otterrà sicuramente un gran seguito. Dovete  mostrare la vostra vera passione, quello che vi piace davvero e raccontarlo attraverso la vostra voce, il vostro stile. Vedo che in tanti cercano di emulare i loro beniamini, sia nel modo di scrivere che in quello di modificare le foto, ma questo non vi rende speciali! Mostrare di essere sé stessi e divertirsi nel condividere quello che si fa è sicuramente il modo per distinguersi.

6) Instagram Stories: su @teenspaceofficial, noi ne siamo totalmente dipendenti! E tu, come le utilizzi?

Anche io ne sono dipendente, e quante bellissime applicazioni sono state create per renderle ancora più uniche e personali.
Le utilizzo in vari modi, per raccontare una avventura o esperienza senza troppi filtri, magari per comunicare qualche messaggio con i miei seguaci, alcuni miei pensieri o cose che ho trovato utili. Ed inoltre anche per lavoro, molti brand adesso chiedono la condivisione di contenuti attraverso le Instagram stories.


7) Qual è il momento in cui hai capito che Instagram non era più semplicemente un gioco? 

Non ho un giorno preciso. Diciamo che la consapevolezza è arrivata giorno dopo giorno, quando questo social mi richiedeva molto più tempo, quando dovevo uscire appositamente per scattare per alcuni brand o per creare dei contenuti di qualità, quando anche durante i miei viaggi personali mi ritagliavo quel momento per scattare la fotografia perfetta da condividere. Poi c’è stato anche l’aspetto puramente lavorativo: lavorare con brand e enti del turismo è diventato il mio lavoro, con scambio quotidiano di email per potenziali collaborazioni e la tanto temuta quanto necessaria apertura della partita IVA. 

8) Tra le tue tante attività digital, collaborazione ed esperienze vissute, ce n’è una che ricordi più piacevolmente?

Ogni viaggio verso qualche meta nuova è me un ricordo piacevole. Ma devo dire di non avere ricordi spiacevoli, ogni collaborazione mi permette di incontrare amici di Instagram di vecchia data o conoscerne di nuovi e condividere con loro risate, chiacchiere e confrontarsi lavorativamente e stimolarci creativamente.
Forse quella che ricordo di più con il sorriso sulle labbra è stata la mia prima collaborazione in Puglia. A pensarci adesso ero così impacciata e intimidita, ed inoltre pensavo che sarebbe stata la prima e ultima, ed invece, sempre incrociando le dita, è stato solo il primo passo verso il mio percorso.


9) Non solo aspetti positivi, il web è un mare dove muoversi in modo sicuro e con attenzione, soprattutto per preservare la propria privacy. Non è così? 

Forse è l’aspetto più difficile del mondo dei social adesso. È bello condividere pensieri, esperienze ed opinioni con gli altri, ma purtroppo spesso la distanza fisica rende le persone più aggressive, le rende quasi autorizzate a sparare sentenze e a non essere educate. Non ricevo tante critiche negative gratuite, ma ci sono stati commenti spiacevoli sul mio aspetto, sul mio lavoro e sulle foto che facevo. I commenti se sono costruitivi, anche se negativi, aiutano a crescere, mentre questi servono solo a fare male. È importante spiegare, soprattutto ai ragazzi più giovani, quanto un brutto commento sui social possa essere nocivo e fare male.
Credo anche che sia importante imparare a proteggersi, fare molta attenzione alle immagini che ci rappresentano, che pubblichiamo noi e che pubblicano i nostri amici. Le impostazioni della privacy possono venirci in aiuto: è importante leggerle e applicarle. Nemmeno io posto tutte le immagini come pubbliche, alcune sono private o ristrette agli amici, soprattutto quando ritraggono altri amici o il mio fidanzato che so non gradire essere “pubblico” su Facebook. 

10) Che ne dici di salutarci guardando al futuro: dove ti immagini tra 10 anni? 

Una domanda più difficile di questa non potevate farmela. Questo mondo è in continua evoluzione, spero di aver un bagaglio di viaggi più grande di quello attuale e di migliorarmi ogni giorno per dare sempre il meglio in questo lavoro.
Ma credo che in dieci anni il mio lavoro potrà sensibilmente cambiare, anzi ne sono sicura, e mi auguro di riuscire a restare “al passo con i tempi” e aggiornarmi e rivoluzionarmi per poter continuare a lavorare in un mondo digitale. Mi piacerebbe molto lavorare per incentivare il mio paese, magari collaborando con le grandi amministrazioni e lavorare per la promozione turistica della mia Toscana, oppure, sognando in grande, dell’Italia!

Laura Masi - Ruberry






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