Questo sito utilizza cookies tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione anche di terze parti per proporti materiale informativo in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner presti il consenso all'uso di tutti i cookies. Per informazioni e scoprire come negare il consenso al loro utilizzo clicca qui.

Un progetto di BPER BANCA
Apri menu

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio

X

Scrittura

Leggi l’intervista ad Alessia Depietri, ex-giurata del Premio Strega Giovani

- da Teen!Space Crew

Seconda intervista speciale in collaborazione con la Fondazione Bellonci, dietro le quinte del Premio Strega Giovani. Dopo l’intervista al vincitore del Premio Strega 2017 Paolo Cognetti, autore del libro "Le Otto Montagne", abbiamo intervistato la giovane Alessia Depietri.
Se non l'hai ancora letta, leggi l'intervista a Paolo Cognetti qui!


Da sempre appassionata di scrittura, Alessia ci ha raccontato la sua esperienza da giurato durante il Premio Strega Giovani 2014, occasione che le ha consentito di esprimere la sua passione per la scrittura con la recensione de “Il Desiderio di Essere Come Tutti” di Francesco Piccolo. Sensibile e determinata, attraverso le sue parole ci conduce verso il significato più intimo della lettura e della scrittura.




Ma prima leggi i consigli di Alessia Depietri per coltivare il tuo talento e diventare un perfetto recensore! 

1) Svelaci i retroscena della tua esperienza di Giurato del Premio Strega Giovani! 

L’identità si veste di ricordi stratificati nel tempo, si compone di densi frammenti di emozione da custodire con una gelosia affettuosa e si sviluppa grazie ad una continua tensione di idee, riflessioni e prese di posizione. Ogni esperienza, se vissuta in modo avvolgente, tratteggia sfaccettature sempre nuove di un “io” mai stanco di conoscersi e migliorarsi. Dei fotogrammi che allestiscono il mio vissuto ne spicca uno particolare, sempre capace di farmi sorridere: giugno 2014, Montecitorio è pronto ad ascoltarmi in veste di giurato del Premio Strega Giovani. La notizia arriva dalla mia professoressa del liceo, persona energica e capace di stimolare i ragazzi di nuova generazione ad esprimere il proprio punto di vista. Gioia, soddisfazione e curiosità mi travolgono. In pochi giorni organizzo il mio viaggio che decido di condividere con un familiare speciale, sempre pronto a sostenermi con intelligenza e semplicità. Lascio il mio paesino dell’Appennino Parmense, pronta a raccogliere con entusiasmo tutto quello che questa grande opportunità sarà in grado di regalare. Roma mi accoglie: respiro un’aria frizzante, con la mia recensione un po’sgualcita dal movimento incontrollabile delle mani tese, varco la soglia del palazzo di Montecitorio. Condivido il nodo alla gola con altri ragazzi ansiosi di giocare il proprio ruolo da protagonisti e di confrontarsi con una situazione nuova ed affascinante. La sala è gremita; i discorsi di personaggi di spicco si alternano; gli autori aspettano il verdetto, celando la tensione dietro a sorrisi e sarcasmo. Arriva il mio turno: pochi passi mi separano dal microfono e, nel percorrerli, mastico un po’di agitazione. Puntata dallo sguardo di un pubblico importante, leggo la mia motivazione, lasciandomi trasportare dalla voglia di esprimere, in poche righe, quello che un libro è in grado di trasmettere. Mi piace riavvolgere il gomitolo di questo ricordo e, nell’aggiustare il filo, provo un senso di soddisfazione e gratitudine verso chi, nell’organizzare un evento così importante, ha deciso di lasciare spazio di espressione ai giovani, permettendo loro di raccogliere una sfida accattivante, incentivandoli a crescere avvolti in un flusso continuo di aspirazioni, speranze e desiderio di mettersi in gioco.

2) Raccontaci il tuo rapporto con la lettura e con la scrittura

Un rapporto, se autentico, si sviluppa entro una spirale di tappe in cui l’elaborazione personale non lascia spazio a risvolti standardizzati. Per questo, ho sempre cercato di approcciarmi alla lettura e alla scrittura senza pregiudizi, concentrandomi sulle sfumature che ogni termine è in grado di assumere in relazione ad altri e ricercando, in ogni testo, messaggi e prospettive da interpretare in chiave originale. Il mio percorso comincia molto presto: da piccolissima riempivo il salone con lettere di gomma e mi perdevo nel combinarle per comporre parole e riprodurne i suoni, suscitando l’applauso della mamma che, da brava prof, cercava di scongiurare, alla radice, certi orrori grammaticali. Leggevo a testa in giù i titoli dei giornali barbosi del nonno; scrivevo i primi pensierini sui quaderni a quadretti delle elementari convogliando, in poche righe, tante idee frutto di una fantasia inarginabile e capace di stupirsi incrociando dettagli semplicissimi. Il tempo passava e, sempre più, la lettura diventava fonte di ispirazione e di stimolo verso una riflessione ragionata rispetto ai più disparati temi di cui l’evolversi del reale si componeva. La scrittura assurgeva a valvola di sfogo, a strumento capace di racchiudere in gocce di inchiostro punti di vista, dubbi e certezze. Il dispiegarsi di questo rapporto mi conduce, oggi, ad intendere lettura e scrittura come mezzi di comunicazione straordinari, rifacendomi al significato etimologico che la parola COMUNICAZIONE racchiude: scambiare un “munus”, un dono tra chi parla e chi ascolta, tra chi legge e chi scrive, col fine di colmare il dislivello conoscitivo e inaugurare momenti di dialettica costruttiva tra i soggetti in gioco. Proprio attraverso la lettura e la scrittura è possibile esercitare alcuni diritti fondamentali del nostro ordinamento che, da aspirante giurista, non posso ignorare; l’articolo 21 della nostra Carta Costituzionale recita: “Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione […]”. Anche il Legislatore, dunque, qualifica lettura e scrittura come strumenti capaci di contribuire allo sviluppo personale e complesso di ognuno. L’autenticità di questo rapporto, che ormai da lunga data mi accompagna, porta a filtrare la realtà con figure retoriche continue e a ricercare, con entusiasmo, frammenti di meraviglia proprio dove chi cede il passo all’apatia non ha il coraggio di entrare. 

3) Cosa fai per coltivare il tuo talento come recensore?

Recensire un libro è un’operazione complessa: ogni pagina va soppesata con attenzione, entro una prospettiva oggettiva e soggettiva, biografica e di contesto. Essere recensori in erba implica aprirsi ad un confronto costruttivo con le motivazioni espresse dai più esperti, cercando di “rubare” qualche segreto morfosintattico e di focalizzare lo scheletro che racchiude la struttura di un commento completo ed accattivante. Coltivo la mia passione approcciandomi al testo senza la pretesa di anticipare risposte e con l’umiltà indispensabile per arricchire il mio panorama interiore con nuove sfide, nuovi punti di vista, nuove intuizioni, nuove prospettive. Recensire un testo significa uscire dal proprio “io” per poi rientrarvi attraverso un labirinto che si insinua in dimensioni sconosciute ed esperienze inedite tali da rendere la sfera personale più densa di idee, opinioni e sensazioni. Uscire dal proprio punto di vista e dai propri stereotipi per esprimere una valutazione, nel senso di attribuire valore al lavoro altrui senza pregiudizi e presunzioni. Lo sguardo tecnico, attento alla retorica, si accompagna ad un approccio più istintivo e sentimentale che, spesso, ritrova nelle pagine dei libri risposte ai propri bisogni e stimoli per affrontare la vita con quell’entusiasmo contagioso che protegge dalla noia della monotonia e dall’assuefazione all’abitudine.

   


 Leggi la recensione di Alessia Depietri de “Il Desiderio di Essere Come Tutti” di F.Piccolo

Non è facile trovare il giusto equilibrio tra il raccontarsi e il raccontare la storia contemporanea dalla politica di Berlinguer a quella di Berlusconi, evitando che la narrazione di sé prenda il sopravvento sulla presentazione dei fatti della realtà o, viceversa, che proprio questi fatti fagocitino la personalità individuale lasciandola inespressa. 
Eppure Piccolo riesce nel suo romanzo, “Il desiderio di essere come tutti”, a cogliere questa sfida e a superarla con successo. In queste pagine, scritte in una prosa lucida, contemporanea, scandita da una punteggiatura frequente, che pare spezzare i periodi in parti più piccole, quasi a ritmare i pensieri dettati su carta, il lettore ripercorre uno scorcio della storia italiana e mondiale attraverso momenti salienti. 
Gli eventi che, a partire dagli anni ’70, hanno segnato il nostro paese, terrorismo, compromesso storico e Seconda Repubblica, vengono ripresentati con la lucida analisi di chi li rivive dopo anni di distanza e, insieme, con la passione e i risvolti emotivi che avevano accompagnato l’esperienza diretta. Fin dall’inizio è chiaro che io e mondo si intrecciano, che la costruzione dell’uomo non può esimersi da un rapporto dialettico con la realtà. Io e mondo si incontrano e da questo incontro si riverberano gli sviluppi di una storia personale e universale. Il protagonista vive con intensità esperienze di amicizia, amore, cultura, politica, in un dialogo continuo con se stesso e con gli altri, guidato da un profondo desiderio: far parte del mondo, provare a capirlo ed “essere come tutti”. 
Piccolo comprende in questo tutti ogni persona che ha in qualche modo contribuito alla costruzione della sua personalità attuale, ricca ed eterogenea, in cui momenti di superficialità si accostano ad altri di grande profondità senza timore, in un ossimoro che riassume la pienezza di una vita vissuta in modo totalizzante. Piccolo non ha rimpianti né nostalgie, tesse la trama del suo percorso individuale con l’ordito della storia, offrendo spunti di autentica riflessione sul cammino personale di ognuno di noi.







Altri articoli

Educazione Finanziaria

Educazione Finanziaria Teen

Scopri tutti i progetti di Educazione Finanziaria per i ragazzi!


Scopri i progetti

DAL MONDO BPER